Claudio Vosti - Triangolo FAI di 100 km del 8.5.2001 da Mornera (Ticino)
La sera del 7.5.2001 faccio la solita "verifica" Meteo, e giacché la giornata promette bene, decido di alzarmi presto la mattina del 8.5. per portare a termine la riparazione di un'auto nel mio garage.
Alle 11 mentre salgo in decollo, vedo due piloti in volo (uno, scoprirò poi trattarsi di Marcel Schmid, che compirà pure un triangolo di 85 km).
Una volta in decollo mangio un panino ed osservo lo svilupparsi dei cumuli con base sui 2200 m (sopra il Monte Tamaro). Ho portato un litro e mezzo di bibita isotonica nel "camelback" per non disidratarmi in volo; preparo tutta l'attrezzatura, controllo la tratta del triangolo FAI, nel GPS, che ho da tempo studiato nei dettagli ed alle 12.18 sono pronto al decollo; un’ora prima mi ero sentito con Renato (istruttore della scuola "Paramania"), ed avevamo deciso di incontrarci in decollo, ma viste le condizioni meteo favorevoli, ed essendo molto motivato, opto per una partenza immediata.
Una volta in volo trovo termiche di 3-4 m/s che mi permettono di guadagnare rapidamente quota; da Mornera salgo quindi verso il Pizzo Vogorno e a 2200 m, dopo 45 minuti di volo, parto verso la Val Verzasca; mi ritrovo basso davanti al Poncione d' Alnasca (parete rocciosa famosa per l'arrampicata) a 1400 m; qui staccano forti termiche così decido di spostarmi più all'interno, sopra Brione, strada non usuale, ma la neve è ancora molta, ed il versante est della valle non mi sembra ideale per il proseguimento del volo.
In termica salgo quindi davanti alla Cima di Cazzai, scatto le regolari foto per la CCC e, con la macchina digitale, le foto per la mia Home page (alla fine più di cento foto!), poi proseguo verso Sonogno, sorvolando i miei monti ed il mio rustico a Gerra. Mano a mano che salgo nella valle, la base cumulo si alza fino a raggiungere 2850 m; questa la quota sopra la capanna Barone (2172 m), prima Boa del Triangolo, (ormai ben conosciuta per il mio "forzato" bivacco nel Marzo del 2000 / cfr. aggiornamento Marzo 2000 nella Home page), a 28 chilometri da Mornera dopo due ore di volo.
Mentre studio l'evolversi meteo ed il proseguimento ideale del volo, un'aquila gira con me in termica e mi sembra voler dire "dai ce la puoi fare"!
Scattata la foto alla prima boa (che purtroppo rimane poco visibile a causa della molta neve accumulata), parto deciso verso la Val Maggia, e a più riprese mi ritrovo basso, sfiorando i 1500 m nella Valle Busai, per poi recuperare quota fino ai 2500 m, sopra il Pizzo Cramalina (2321 m).
In alcuni punti le termiche raggiungono ora i 5 m/s e quindi decido di proseguire il volo verso la Valle Vigezzo, passando dal Ruscada e dal Monte Ziccher; poi, pur ritrovandomi basso sotto la "Colma" a 1200 metri, a 500 metri dal suolo, non mi perdo d’animo e trovo una termica dolce che mi fa recuperare quota fino a 1800m. Raggiungo quindi La Cima (1620 m) seconda boa del triangolo FAI, a 33 chilometri dalla prima, dopo quattro ore di volo.
Faccio ancora quota prima di tornare verso la Svizzera, e nelle Cento Valli, fino a 2400 m, e quindi decido di proseguire il volo.
Mi ritrovo quindi bassissimo nella valle dietro Cimetta, a Teia, a 1000 m (800 m dal suolo), sotto l’Alpe Pizzit, ma recupero metro su metro con ascendenze e discendenze "altalenanti", e con un altro pilota, il primo di tutto il volo (con una vela Airwave), che purtroppo non riesce a guadagnare la cresta, mentre io, a fatica, recupero 200 m, che però riperdo subito, ma non voglio abbandonare l'impresa e cambio percorso, addentrandomi un poco più verso la Valle Maggia.
Per tutto il volo resto in contatto con mia moglie Sara (anche pilota di parapendio) che, incinta e pronta per il parto (quindi "ancorata a terra"), mi chiama ad intervalli regolari, aggiornandomi sull'evoluzione meteo. Finalmente mi ritrovo in una zona di forte ascendenza, la più forte di tutto il volo (fino a 8,8 m/s). Verso Est vedo un bellissimo arcobaleno davanti a me, che con la stanchezza di più di sei ore di volo sembra un miraggio bellissimo.
Raggiunti in un attimo i 2500 m al Madone, sopra Cimetta, davanti a me trovo tutto in ombra.
Ma il volo non è ancora finito, e non voglio rinunciare a concludere il volo; così, decido di "parcheggiarmi", per una trentina di minuti, aspettando l’evolversi del tempo; mio malgrado prima di arrivare a destinazione, mi ritrovo bel basso sopra i Monti Motti; ma infine mi ritrovo a passare davanti alla meta, Mornera (40 chilometri dalla seconda boa), ed infine atterro, con il vento in favore, a Bellinzona.
Mentre ripiego la vela, riappare magicamente l'arcobaleno davanti a me, come in un sogno; non mi sembra ancora vero: "Ce l'ho fatta", 100 km di volo in 7ore e nove minuti ad una media di 14.1 km/h.
L’impresa, già alquanto ardua, si conclude in maniera altrettanto difficile: con mio stupore, al momento di chiedere la firma per il formulario della CCC, per la conferma del mio avvenuto atterraggio a Bellinzona, non trovo nessuno disposto a firmare (neppure al Luna Park antistante)! Alla fine convinco un ragazzo di passaggio, che con molta reticenza, si decide ad apporre la firma sul fatidico formulario, dopo una mia chiara spiegazione della strana richiesta.